inciviltà o Libertà di scelta

Quella degli anarchici non è una vita facile.
Come quella di tutti, perché sono sicura che ogni persona debba sopportare il peso di presunte “regole sociali” che ha accettato di seguire. Ovviamente questa disponibilità cambia nel tempo, perché fortunatamente l’esperienza e l’istinto riescono a smuovere il buon senso, ogni tanto.
Si continua ad usare il termine “civile” in un modo per me inconcepibile. Sarebbe “civile” chi accetta e rispetta le regole, a quanto pare. Ma quante volte chiudere un occhio sulle regole significa dimostrare buon senso, umanità e quindi senso della civiltà? E quante volte le leggi dipendono da governi illegittimi, dittatoriali, corrotti o influenzati da interessi economici? Quasi sempre, direi.
Come abbiamo visto (Tav, Tap, Triv, Muos, nucleare, vaccini, ecc.), i governi sono capaci di trascurare, oltre che di reprimere con violenza, le lotte storiche dei cittadini che vorrebbero semplicemente poter decidere sul proprio corpo e sul proprio territorio.
i cittadini vorrebbero semplicemente rispettare se stessi, la propria salute e la salute degli altri. Semplicemente poter scegliere se inquinarsi o meno. Scegliere come curarsi, per esempio… e soprattutto sapere che, qualunque cosa succeda, la responsabilità è soltanto loro e di nessun altro.
Essere anarchici è difficile, perché significa sentire sempre il “peso” della libertà: la libertà di scelta, il rifiuto di delegare e di poter dare la colpa agli altri. Per questo fa paura… accettare decisioni dall’alto significa alleggerirsi la coscienza.
A me invece riesce molto più facile accettare le conseguenze di una libera scelta, più aderente possibile al corso della natura, piuttosto che le conseguenze di un’azione invasiva con cui ho volontariamente modificato il corso naturale; questo sì che mi farebbe sentire in colpa.
in parole concrete, meglio ammalarsi naturalmente e vedere come reagisce l’organismo (cercando magari di fortificarlo in modo sano), piuttosto che danneggiarlo per tutta la vita, rendendolo più debole e dipendente per sempre da sostanze artificiali…
 

È proprio una struttura mentale. Anarchismo e rispetto della natura… questa è l’unica religione che conosco.
E a chi mi dice che, da laureata in fisica, dovrei amare la scienza, vorrei rispondere:
credo che abbiate scambiato la scienza per una religione.

Scienza significa dubbio, rischio, esperimento.
Nella certezza io vedo ignoranza, o malafede.
Saggezza per me è capire questo, difendere la libertà di scelta e poi scegliere dove riporre la propria fiducia.
Ma non venite a chiedermi prove scientifiche… i grandi esperti, medici plurilaureati, convenzionali ed omeopati, con infinite prove “scientifiche” di tesi opposte lottano già tutti i giorni.
io posso solo presentare me stessa, il mio corpo, la mia esperienza… e consigliare persone di cui voglio fidarmi.
E sul discorso dei vaccini, ribadisco: la questione grave non è la scelta, ma l’impossibilità di scegliere. imporre un obbligo, questo è incivile. Anzi, la chiamerei dittatura.
A distanza di qualche secolo sta tornando la caccia alle streghe… ma sarà una lotta dura, come tutte le lotte per la sopravvivenza, e per la libertà.

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