Una settimana tra gli Elfi – carnet de voyage

E fu così che la sottoscritta partì alla scoperta di quei villaggi leggendari che da tanti anni popolavano i suoi sogni di vita selvaggia.
Proprio lì, a pochi chilometri dalla casa di Guccini, con il fiume che le passa attorno… lei che ha visto nascere e morire gli antenati suoi.
Era un venerdì 13 dell’anno zero del Paradiso.

N.B. I paragrafi dell’elenco puntato indicano momenti diversi di scrittura sul diario, mentre gli asterischi ricordano che i nomi sono inventati (per ovvi motivi di privacy).

Venerdì 13 settembre

  • Treno Pisa-Lucca: un signore con gli stessi tratti somatici di Bersani che parla proprio con accento bolognese!
    Lo zaino pesa troppo, mi sa che ho esagerato con le provviste -_-‘
  • A Pistoia aspetto l’autobus accanto ad una signora nata proprio a San Pellegrino (dove sono diretta io), che ha frequentato la scuola proprio in quell’edificio giallo da cui parte il sentiero che devo prendere. Lei scenderà alla fermata prima, ma mi ha preannunciato che “là si salisce, si salisce” per almeno un’ora.
    Un ragazzo con tre birilli in mano e accento straniero chiede per favore 50 centesimi per il biglietto ad una signora. E silenziosamente lei glieli dà.
    Tra parentesi: questa vecchietta mi ha chiamata “signora”… certe volte mi domando con un po’ di paranoia quale età io dimostri. Mah!
  • Chiedo informazioni all’autista del BluBus, che mi lascia proprio al bar di fronte alla casa gialla. In quel momento passa un vecchio partigiano che racconta di un tizio delle SS che massacrò in un colpo 700 persone, tra civili e militari. “Ma come si fa?”, dice sconvolto.
    E’ la solita storia che racconta a tutti i passanti, come poco dopo mi conferma Riccardo*, elfo da 5 anni, originario del Canton Ticino; è appena tornato dalla Svizzera e sta per risalire proprio in questo momento!
    L’ho sempre detto che sono super-fortunata certe volte!!!

“Dört, vieni qui!”, grida al cane.
“Dört?!”, dico io.
“Sì, vuol dire 4 in turco.”
“Eh, lo so!”
“Lo sai?”   ecc. ecc.
Sua moglie è turca, di Istanbul.
Scaliamo il monte, a fatica ma di buon passo. Non mi capacito della forza nelle mie gambe, ma sarà l’entusiasmo a farmi da carburante…

Passiamo a pranzo da Alfonso*, sardo che abita con dei bambini, di cui una femmina (Viola*), che per la scuola deve scrivere dieci volte la tabellina del 9.
Alfonso* è molto ospitale. Mi chiama “turistotta”, ma mi rassicura: “Devi stare tranquilla, qui sei al sicuro; nessuno ti farà del male”.

Mangiamo pasta e verdure e salame spagnolo, ed inizio a scoprire la dura verità: altro che vita selvaggia!  In casa hanno rubinetti, lampadine, radio e pannelli solari… manca solo il bagno, ma non usano lavarsi bene né spesso. Chi può giudicare… forse per certi versi è meglio così, sia per la pelle che per l’ambiente. Saponi ne hanno, ma li evitano il più possibile. Piuttosto lavano solo i piatti con crusca o fondi di caffé, mentre le mani boh… ehm, beh, dovrò farci l’abitudine. Per lo meno non rischierò di avere la pelle secca e di farmele tagliuzzare dal freddo XD

La scuola (Casa dei Grilli) è poco più su, accanto ad una casa dove vive una famiglia con quattro giovani ragazzi, di cui due fanno le superiori a Pistoia.
Hanno parenti in Germania, e alcuni hanno frequentato la scuola steineriana.
Nella scuola, che aprirà il 30 settembre, dormono Riccardo* e Adriun*, che viene dalle zone della Carnia, come Pecoranera (Devis Bonanni), di cui trovo il libro lì su una mensola.
Entrambi comunque hanno accento tosco-emiliano, per quel che posso capirne.

Lì alla scuola conosco anche Anna* (che vive all’Aldaia, più su nel monte, dove ospitano i wwoofer) e Pierre*, un vecchietto che sembra occuparsi di omeopatia ed ha appena fatto del succo di pere appena raccolte… Mère Nature, che squisitezza! Sembra il nettare degli dei.
Anche la cena… dopo la raccolta di fagioli nani insieme ad Adriun* e Riccardo* (durante la quale Riccardo* si è messo a cantare la canzone “Tre fratelli” di Stefano Rosso convinto che fosse di Claudio Lolli), io monto la tenda e loro cucinano una minestra favolosa, con prodotti vari dei loro orti e formaggio autoprodotto (di quelli salati che si conservano da soli senza problemi).

Il cielo è limpido e stellato e comincia a fare freschetto. Sistemata in tenda, mi addormento cullata dal canto dei grilli. Durante la notte arrivano due camper con degli amici di Adriun* che domani vogliono festeggiare qui un addio al celibato, mentre io cerco di dormire nonostante il freddo alle gambe.

Sabato 14 settembre

  • Al risveglio faccio due passi munita di fazzoletti, salviettine e bottiglia d’acqua e trovo un posticino per un minimo di toilette.
    Poi vado dagli altri; mi offrono caffé e cioccolata e mi presento alla ciurma dei camper (che vive in campagna vicino ad Urbino) e andiamo a visitare Casa Sarti (dove hanno anche oche, mucche e galline) e poi casa di Alfonso*, dove si gioca un po’ coi bambini e si chiacchiera mangiucchiando mandorle spagnole, pane e salumi e bevendo vino (quest’estate un gruppo di Elfi è andato in Spagna a lavorare: vendono pizze durante alcuni festival in giro per l’Europa).
    Poi mi faccio prestare una coperta da Helen*, 22enne, la figlia più grande in quella casa accanto alla scuola. Chiacchiero con un vecchio signore di Urbino, mentre qualcuno prepara una pasta per tutti.
    Dopo pranzo si fa la legna tutti insieme ed io dimostro una bella energia, sempre prodotta da un grande entusiasmo. Alex* (Alessandro*, uno dei ragazzi che stanno ad Urbino) mi dice addirittura: “non starai esagerando?!”. Io rispondo: “dici?”.
    Poi ci si prepara piano piano per la festa di addio al celibato. Arriva gente dagli altri villaggi, qualcuno inizia a suonare e cantare e si avvicina il tramonto.
    Suonano così bene e musica così bella che mi sembra davvero un sogno. Quassù, col profilo di monti all’orizzonte e la luna e le stelle che iniziano a brillare.
    Tanta gente piena di amore, gente semplice e spontanea che condivide cibo e gioia. E poi si arrostisce la carne, si condividono piatti di polenta (perché i piatti non bastano per tutti) e si inizia a ballare un po’.Ci sono anche dei wwoofer che stanno all’Aldaia: Luca*, di Como, che mi si presenta quando sente che io origini di Catania, perché i suoi in questo momento sono in Sicilia a casa di amici.
    Parliamo un po’ delle nostre idee e della nostra vita… Lui fa l’educatore con gli autistici, è molto cattolico (domenica lascerà gli Elfi per andare a messa a Porretta Terme) e sogna di lavorare in una fattoria sociale; però si tratta di onlus con pochi fondi, e non possono assumerlo.
    Poi c’è Noemi* (padre campano e madre filippina), che parla inglese e francese, è diplomata al commerciale e lavora in uno studio legale. Si interessa di autoproduzione e riciclo, fa parte del Movimento per la Decrescita di Torino e balla molto bene (d’altronde avrà la Taranta nelle vene!). Quest’anno ha sospeso il suo lavoro ed ha “ricominciato a vivere”, viaggiando alla ricerca di se stessa, o di ciò che vorrebbe fare della sua vita.
    Il terzo è Michel* (come me wwofer “abusivo”, avventuriero di passaggio), francese della costa atlantica. Con Noemi parla sia inglese che francese (ma conosce anche lo spagnolo), ma non italiano. Per me è un’altra occasione per fare un po’ di pratica.
    Su consiglio di Alfonso*, domani mi trasferirò da loro!
    (“ma che fai qui, in mezzo a ‘sti maschioni… vai là che sei giovane, lì ti divertirai di più… ci sono altri giovani”, non faceva che ripetermi).

Domenica 15 settembre

  • Appena alzata, dopo una calda dormita grazie alla coperta di Helen*, vado in perlustrazione, sia per la toilette mattutina sia per cercare l’Aldaia.
    Stamattina ha piovuto e devo aspettare che si asciughi la tenda. Incontro una signora che mi indica il sentiero, passo dalla casa della bravissima cantante di ieri, e dopo un po’ arrivo a destinazione. Nel percorso mi munisco di bastone, dopo aver sentito l’urlo di un cervo in amore (Luca* aveva paura di essere incornato, cosa a cui io prima non pensavo proprio!). Fuori trovo Anna*, Michel* e altri. Preannuncio il mio ritorno da loro dopo aver smontato la tenda e scambio due paroline in francese con Michel. Poi rientro in tenda, mangio qualcosa delle mie provviste e mi organizzo.
    Decido che starò fino alla Festa della Luna (giovedì 19) e l’indomani visiterò Pavana e tornerò a Pisa.
  • All’Aldaia trovo tutti a tavola. Una ragazza ad agosto è stata a Marina ed ha pure parlato con i miei!!! QUANT’E’ PICCOLO IL MONDO! Non faccio altro che ripeterlo da quando sono in giro per l’università…Noemi*, molto simpatica e intelligente, oltre che gentile, mi mostra gli altri edifici, le varie stanze, e anche il compost-toilet (funziona così: prima fai pipì fuori per i campi e poi vai in quella casetta a fare la cacca, perché il compost funziona “a secco”).Questo posto è una meraviglia!!! Sto realizzando un sogno ed è tutto veramente DA SOGNO. Sono sconvolta di felicità…Michel* chiede spesso la traduzione italiana di parole francesi. Anche lui è qui da due giorni e non so com’è arrivato né quanto vuole stare. E’ simpaticissimo anche lui!
    In questo momento Noemi* si sta lavando nella doccia fredda della stanza sotto quella dove dormiremo io e lei.
    Siamo un po’ preoccupate per Luca*, che dovrà risalire da solo sotto la pioggia… chissà dove si trova adesso…
  • Diamo una mano coi piatti in cucina, e con la preparazione della passata di pomodori, ballando e cantando a ritmo di musiche bellissime (c’è anche Daniele Silvestri, Vinicio Capossela, ecc., ma hanno anche CD di Guccini, De André e Brassens). E poi ceniamo, laviamo piatti, chiacchieriamo. Poco prima di cena è arrivato Luca* e capisco sempre di più quanto mi stia sulle scatole e non vorrei averci a che fare. Si parla un pochino di chiesa e di ideali e piano piano mi si rivela abbastanza fascistello-democristiano come un certo compagno di liceo. In effetti ha proprio una faccia di quel genere…
    Per fortuna fa volontariato… Ma comunque spero che questa esperienza gli cambi un pochino mentalità. Qui gli altri sono tutti persone in gamba e stra-simpatiche ^_^

Lunedì 16 settembre

  • Noemi* ha messo la sveglia presto. Io mi alzo verso le 9 e finalmente mi lavo nella doccia qui sotto (anche i capelli… poi non sento neanche tanto freddo).
    Dopo raggiungo gli altri in cucina e aiuto a preparare i pomodori (gli ultimi!) per la passata.
    Luca* è veramente insopportabile (classico lombardo che pensa “il tempo è denaro”)… la sera se ne stava per conto suo al computer e la mattina mi ha fatto la battuta “Alla buon’ora!”. Imbecille.
  • Pomeriggio vengo rapita dai bambini, poi aiuto in cucina (lavo un sacco di bottiglie di birra per la passata), vedo come fanno il pane e poi si cena, con musica e canti (anche Nomadi e Guccini! Una delle preferite lì pare essere “Ma che film la vita” dei Nomadi, ma cantiamo anche “Dio è morto”).
    Sulla panca scambio due parole con Michel* sfogliando delle riviste (un libro di paesaggi della Terra e un numero di Re Nudo).

Martedì 17 settembre

Oggi colazione con tante altre persone, poi fuori in un posto più lontano a pennellare tavole con un impregnante “biocompatibile” (infatti non puzza!) insieme a Luca*.
Di pomeriggio Luca* e Michel* si scambiano ed io passo delle ore stupende chiacchierando in francese; cantiamo pure Brassens e scopriamo di sapere entrambi una canzoncina che mi ha insegnato mia mamma: ” ♫ Dans la troupe il n’y a pas jambes de bois… ♫ “…incredibile! Lui non ha mai visto giovani che la conoscono… dice che forse era diffusa tra le persone più anziane.
Io gli accenno qualcosa di Moustaki, che lui non conosce molto.

Poi di nuovo cena e ancora musica fino a tardi. Salutiamo Luca* che va via domani e con cui chiacchierare alla fine non è stato poi così brutto. Un’esperienza anche questa… adattarsi alle divergenze di opinioni senza scontro può essere importante e fruttuoso.

Mercoledì 18 settembre

Oggi un po’ in cucina e un po’ con Noemi* a verniciare le tavole.
A pranzo arriva Giulia*, bellissima e simpaticissima maestra di ballo (32enne separata con un bambino), che sogna di vivere qui ma non può a causa dell’ex compagno più “borghese” che vuole stare in città ed è molto legato al figlio). Da brava veneta, le viene affidata la polenta per pranzo; ad un certo punto le dò il cambio nell’ardua impresa di mescolare quel pentolone gigante a mo’ di stregona.

Di pomeriggio preparazione Crauti e biscotti di farro (la signora che si occupa del wwoofing è celiaca). Mi aiutano due ragazze di passaggio, una piemontese e una veneta, tritando cavoli e schiacciando mandorle, e collaborando alla cena (polenta avanzata messa in forno con sugo e formaggio, minestra e insalata).

Durante la cena arriva più gente… si suona, si canta e si balla. Stavolta inizio a scatenarmi anch’io :-)
Con mia immensa gioia (e di Michel*, che la canta con grinta) suonano anche “Les copains d’abord” di Brassens.

Quando si esce a fumare fuori, sotto la luna quasi piena, Noemi* perde un attimo conoscenza e sviene per terra, sbattendo vicino ad un orecchio. Per fortuna si risveglia subito, le fanno una tisana e andiamo a dormire.
Non le era mai successo prima, ma ha capito che il suo corpo non riesce a reggere né fumo né alcol, dunque in futuro starà più attenta.

Giovedì 19 settembre

  • Di mattina verniciatura tavole con Nuna* (sudafricana di origini francesi) e Daniele* (padre di due bimbi, ci cui uno di pochissimi mesi sempre in braccio alla mamma).
    Poi piccolo corso iniziale di macramè con una ragazza artigiana: faccio un braccialetto da regalare alla piccola Viola* :-)
    Poi preparativi per la festa! (biscotti e pizze).
    E’ proprio una giornata ideale per la Festa della Luna! Caldo e poche nuvole, e tanta gente che accorre dagli altri villaggi e da altre parti d’Italia per visitare questo posto “magico”.Sto facendo il pieno di sorrisi… la mia felicità è indescrivibile! Qui la gente è serena, rilassata… trasmette semplicemente amore.
    Facciamo balli di gruppo guidati da Giulia*, in cerchio, di quelli in cui le coppie si scambiano a ritmo di musica e man mano si gira sempre più veloce.Mentre si distribuiscono pezzi di pizza davanti al forno, un ragazzo pugliese parla in francese con Michel* e gli accenna all’ecovillaggio Urupia, un posto simile dalle sue parti. Poi intervengo anch’io, e parlo a Michel dei movimenti “alternativi” che ci sono Pisa. Sembra interessato e forse passerà a trovarmi :-)Tutta la serata si balla sotto la luna piena e intorno al fuoco. Arrivano anche due ragazze patite per Guccini a cui propongo di andare via insieme l’indomani e passare da Pavana.Quando siamo troppo stanchi per ballare, qualcuno continua a suonare ed Anna* ci delizia con la sua voce stupenda in canzoni napoletane.
    Fanno pure una versione modificata di Tu vuo’ fa’ l’americano: Tu vuoi fare il fricchettone (da scompisciarsi dalle risate! Ascoltatela! Qui c’è il testo: Radune Rive 2013).
    Michel* va a dormire, io resto ancora ancora un po’ con Noemi* e quelle due ragazze (una genovese e una torinese, entrambre viaggiatrici in autostop come Michel*), seduta attorno al fuoco in quell’atmosfera da favola.
    Tremendo il pensiero di andar via! Spero che con qualcuno resterò in contatto… almeno Noemi* e Michel*…

Venerdì 20 settembre

  • Dopo colazione gli Elfi si riuniscono nel “Cerchio”, assemblea che si tiene dopo ogni Festa della Luna, quando si ritrovano abitanti di diversi villaggi (ad ogni luna in un posto diverso, a turno).
    Si ringrazia per la bella festa e si fanno delle comunicazioni sui lavori da fare e sugli scambi tra villaggi. Nel frattempo io e Michel* ci scambiamo i contatti e con le due ragazze decidiamo di partire prima di pranzo per Pavana.
    Michel sta lì seduto in disparte a scrivere una poesia intitolata “La danseuse” :-) Intuisco subito che sia dedicata a Giulia, che in questi due giorni gli è stata molto vicina, chiacchierando in inglese e spiegandogli i passi dei balli. Di sicuro gli mancherà molto… Dev’essere dura la vita di un viaggiatore, soprattutto un viaggiatore per comunità così solari e piene di amore. Chissà quanti legami con persone belle ed interessanti, appena accennati e subito spezzati. Quanti addii ogni settimana, quante emozioni di pochi istanti che diventano presto un ricordo lontano…Dopo aver salutato qualcuno e abbracciato Noemi*, via verso la strada del ritorno.
    Nel cammino una delle due ragazze va avanti senza soste, perché ha lasciato lo zaino ad una macchina che scendeva ma da cui ci hanno detto che non c’era posto per noi (questa cosa fa girare le palle all’altra ragazza, che non faceva altro che accusare gli Elfi di cattiva ospitalità e darmi dell’ingenua (“in Francia invece sanno che cos’è l’accoglienza!”)). Lei vuole prendere delle scorciatoie, e ci perdiamo in un pendio molto ripido. Ad un certo punto si va verso il fiume tra rovi e pendenze esagerate, così decidiamo di risalire; ma ci perdiamo, perché io ho lo zaino pesantissimo, mentre lei (sempre nervosa, scortese e presuntuosa) sale più veloce e non si fa più sentire. Mah, ma guarda che tipetta che mi doveva capitare, a rovinarmi l’idillio proprio nel finale -_-
    Risalgo a fatica, molto lentamente, finché trovo una strada che sale fino a quella asfaltata, dove riconosco delle case viste all’andata.
    Chiedo a due signori se hanno visto passare due ragazze, e a quanto pare hanno visto quella che era con me (che sollievo, mi stavo preoccupando!).Arrivata al bar, è troppo tardi per l’autobus; così chiedo un passaggio a due simpatici signori molto dolci che per fortuna decidono di fidarsi di questa sperduta avventuriera patita per Guccini.
    La casa del cantautore è giusto sotto la fermata dell’autobus dove mi lasciano, ma lui non c’è.
    Faccio due foto, mangio pane e lenticchie e da lì prendo l’autobus per Pistoia (ho già tutti i biglietti per tornare fino a Pisa).Sono fiera di me, seppur preoccupata per i rischi che ho corso, ma sollevata che sia andato tutto per il meglio.
    Di sicuro le persone con cui ho condiviso una delle settimane più belle della mia vita resteranno per sempre in posto speciale del mio cuore… e appena potrò, in futuro, cercherò di rivederle.Grazie a tutti voi per avermi regalato alcuni dei giorni più felici ch’io abbia mai vissuto.
    Statemi bene, mi mancherete tanto. Ma ce la farò, perché l’energia e la salute che ho ritrovato in mezzo a voi mi darà la forza per inseguire i miei progetti.
    In pochi giorni mi sono sentita parte di una famiglia; è una nuova sicurezza, un caloroso rifugio dove so che qualsiasi cosa mi succeda nella vita, sarò sempre accolta a braccia aperte.

Non sembra un sogno??
E invece è splendida realtà.

Annunci

2 Pensieri su &Idquo;Una settimana tra gli Elfi – carnet de voyage

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...