Devis Bonanni, quando una pecora nera fa la rivoluzione (spirituale e dei consumi)

Devis Bonanni, quando una pecora nera fa la rivoluzione (spirituale e dei consumi)
Mi pare la più bella intervista ch’io abbia letto finora, fatta al mio attuale mito numero uno. Non se ne dovrebbero avere, lo so, ma io ne ho tanti. E lui al momento è quello più reale: qualche anno più di me, crescita e ideali simili ai miei. Anche progetti di vita, oserei dire. Anche se lui l’ha realizzato ed io non ho idea delle possibilità che avrò, o del coraggio di lasciare tutto. In qualche modo un giorno dovrò trovarlo, perché il richiamo della mia natura-campagna è la più grande certezza che ho.

Cito alcuni pezzi dell’intervista:

“La pubblicità ha come vittima prescelta il bambino. E’ un grosso problema. Conto sul fatto che quando diventerò padre non avere la tivvù in casa e portarsi pane e marmellata per la ricreazione sarà di gran moda. Scommettiamo?”

“per non contare poi che per farmi una doccia non basta che giri una manovella ma devo accendere un fuoco. Ma conta così tanto quando lavoro e tempo libero, passione e necessità sono un tutt’uno?

“Mi piacerebbe togliermi di dosso questa smania tutta occidentale di ragionare per obiettivi e cose da fare. Mi piacerebbe imparare a rimanere fermo in casa quando fuori piove senza per forza possedere una giacca in goretex per andare in bicicletta nonostante tutto.”

“E’ dura pensare di star sobri tutta la vita. Ogni tanto c’è bisogno della sconsiderata gaiezza dell’alcol. Comunque mi sto attrezzando: ho appena piantato sedici barbatelle di vite trentina fatte apposta per il nostro clima. Se tutto fa bene tra tre anni faccio la prima bottiglia – sarà imbevibile ma sarà mia!”

La terra dovrebbe essere solo e soltanto di chi la lavora. Se avessi qualche potere espropierei tutti i terreni incolti e li darei in mano a giovani di buona volontà.”

“- C’è posto per l’impegno sociale nella tua vita?
Francamente al momento no. Sono ancora molto individualista.”

“- Come vedi la politica oggi dal tuo osservatorio speciale?
La politica non esiste. L’unica politica che esiste è la nostra condotta. Il resto sono scuse buone perché ci vien facile dare la colpa agli altri. Abbiamo i governanti che ci meritiamo.Ma ci è concesso un potere enorme nell’era del mercato globale: il nostro CONSUMO. Diminuiamolo, reindirizziamolo, autoproduciamoci ciò che ci è possibile, rinunciamo ogni tanto a consumare. Questo farebbe VERAMENTE PAURA, altro che qualche protesta di piazza.

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