Cit. G.Santoro – su Grillo, Rete, Decrescita, sfumature destroidi e senso comune (cenni)

“Per tutto il decennio dei Novanta, l’alfabetizzazione informatica crebbe e la nicchia delle reti telematiche si allargò sempre di più. Alla fine di quel decennio, il lavoro sotterraneo dei movimenti in rete era destinato ad esplodere. […]
<<Non odiate i media, diventate voi stessi i media>>. E’ lo slogan di Indymedia, il circuito dell’informazione indipendente che caratterizza il movimento di Seattle. […] La strada che da Seattle porta alle drammatiche giornate contro il G8 di Genova, nel 2001, sono caratterizzate dal ruolo crescente dell’informazione indipendente e delle reti telematiche dei movimenti. In quell’occasione circa trecentomila persone si radunano nel capoluogo ligure senza l’ausilio di grandi organizzazioni, l’appoggio di giornali o televisioni, la voce di qualche star a fare da megafono.

Mentre Grillo sfasciava ancora i computer, insomma, una moltitudine discuteva e si incontrava in piazza utilizzando anche il web per aggirare il silenzio dei media ufficiali. Nelle calde giornate del luglio genovese, la Rete non è ancora quello che ne faranno Grillo e Casaleggio, un arnese da brandire o un oggetto da idolatrare; la rete, con la r minuscola, è prima di tutto un metodo di dialogo e collaborazione tra pari. […]

Grillo percepisce la domanda politica che proviene dai movimenti di Seattle e Genova e tenta di interpretarla a modo suo, cerca di recuperarne alcuni temi, rielaborando e rendendo compatibili col suo modello <<né di Destra né di Sinistra>> l’ecologismo radicale o la critica alla dittatura della finanza. Imbarca Maurizio Pallante, fondatore del Movimento della Decrescita Felice che contribuirà a scrivere i suoi testi. La <<decrescita>> raccoglie consensi in alcune frange dei movimenti antiglobalizzazione: è un modello semplice da comunicare che propugna la critica allo <<sviluppo>>, ai dogmi della competizione e il ritorno a stili di vita più sobri e conviviali. Il suo maggiore teorico, Serge Latouche, ha sconfessato Pallante ritenendolo non abbastanza critico nei confronti dei meccanismi di mercato. In effetti Pallante è autore di teorie controverse: sostiene, ad esempio, che l’abbandono di modelli consumistici avrebbe l’effetto di ridurre le migrazioni (cosa per lui positiva) e preservare i modelli di vita tradizionali. Eppure, le decine di migliaia di migranti che hanno aperto le giornate genovesi del 2001 contro il G8  col corteo del 19 luglio non chiedevano di tornarsene a casa a custodire le loro <<tradizioni>>. Al contrario, reclamavano il diritto alla libera circolazione e alla cittadinanza globale. Se si osserva il dibattito interno al Movimento, inoltre, ci si accorge che anche sulla lotta alle privatizzazioni i <<grillini>> non sono tanto d’accordo, nonostante abbiano cavalcato l’onda del travolgente movimento per l’acqua bene comune, battendosi contro l’affidamento a società private del servizio idrico locale. Non è un caso, dunque, che il consigliere comunale di Torino Vittorio Bertola abbia ammesso di essere un fan di Ron Paul, il candidato della Destra americana ultra-liberista […].

La percezione del fenomeno dell’immigrazione è indicativa di quanto il senso comune possa divergere dalla realtà dei fatti ed è un ottimo metro di giudizio per valutare le strategie e le tattiche comunicative di un politico. […] Secondo l’Istat il <<tasso di delinquenza>> degli immigrati regolari si aggira attorno allo 0,03 %. Cioè è molto inferiore di quello dei cittadini italiani. Eppure, anni di bombardamento mediatico circa la (inesistente) <<emergenza sicurezza>> e ore di servizi televisivi sullo sbarco di <<clandestini>> e sulle <<emergenze>> legate all’immigrazione fanno sì che si dia per scontata l’equivalenza tra immigrazione e delinquenza. Per confutare questa credenza bisognerebbe appunto sfidare il senso comune. Ma tra gli esperti di comunicazione politica è opinione corrente che una campagna elettorale funzioni proprio quando non si pone l’obiettivo di sfidare il senso comune. ”

Da Un grillo qualunque, di Giuliano Santoro

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