Devis Bonanni: un ragazzo che ha scelto di vivere nella natura

Ed ecco un ennesimo “eroe”… autore del libro Pecoranera e del sito http://www.progettopecoranera.it/.

In questa nuova vita non ci sono domeniche. Le settimane non segnano più il passo. E’ la natura a scandire il tempo. Non dovremmo portare più orologi al polso, come cappi al collo.

La sua “presentazione” del libro, e sotto una breve intervista:

<< ho scritto un libro

già sento uno strano ronzio alle orecchie. ”Ecco, l’abbiamo perso.” Ebbene si, le sirene dell’editoria mi hanno chiamato al naufragio contro gli scogli dell’autocompiacimento.
Mi vendo, canterebbe Renato Zero. Quando, un anno fa, fui contattato dalla Marsilio, casa editrice con sede a Venezia, non ebbi dubbi.

non vi annoierò con le storielle sull’importanza di comunicare certe tematiche su media che non siano internet. Non mentirò proclamandomi santo e immolato sull’altare dei buoni propositi.
dichiaro la mia prostituzione intellettuale! Come per il video di MTV, confesso che ho tradito senza remore; mai mi sono chiesto: è il caso di farlo?
Mi sono prostituito con passione e veemenza. Adoro scrivere più di quanto ne sia capace. Così, ho scritto. Nonostante il peccato originale che macchia la mia opera, ho raccontato la piccola storia di pecoranera cercando di far intendere la forza e la convinzione della mia scelta.

non è dunque un manuale di orticoltura, non è una guida all’ecovillaggio fai da te, non è un compendio di cose già scritte su questo blog, non sarà una pietra miliare della letteratura moderna.
Ho cercato di parlare con sincerità di come ho provato, e provo tuttora, a vivere altrimenti. Con note tragiche e comiche – a volte epiche. Ci ho messo tutti gli errori che ho commesso, non per evitare ad altri di sbagliare, ma per rappresentare la dimensione del viaggio che a volte ci costringe a tornare sui nostri passi. Di certo non ho spiegato come si fa.

il libro esce il 7 marzo. Dopo devo piantar patate!, dissi a quelli della Marsilio quando si parlò di tempi e modi. Se ho peccato, almeno in questo sento di essermi redento: i campi – prima di tutto! >>

 

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