Il nocciolo della questione

“Un tempo si diventava amici per SIMPATIA, adesso si diventa amici per INTERESSI” C.R.

E con questa frase, perfetta e scioccante, che riassume in sé tutto lo schifo di internet, coerentemente dovrei lasciare facebook.
E invece non ci riesco e mantengo la mia ventina di amici, qualcuno reale simpatico, qualcuno virtuale ad interessi comuni, e qualcuno entrambe le cose…

Ma vi invito a leggerla bene, e coglierne il senso profondo e tremendo.

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7 Pensieri su &Idquo;Il nocciolo della questione

  1. Credo che ci sia sempre stata l’amicizia per interessi accanto a quella autentica, a prescindere da internet e da facebook.
    Se poi consideriamo il termine “amici” su facebook inappropiato, come di fatto è, facebook è semplicemente un modo, come dice Alessio, per scambiare informazioni con conoscenti e “amici”(quelli veri). E’ poi l’uso che ne facciamo noi, l’importanza che gli diamo, che lo trasforma in qualcosa di positivo da mantenere o in qualcosa di negativo che andrebbe tolto, a parer mio.

    • Mi trovo più vicino all’atteggiamento di Lorena (cioè: dipende dall’uso che si fa di ogni cosa, nulla è in assoluto buono o cattivo) che agli estremismi facili, sterili, di chi preferisce sempre il bianco candido o il nero carbone, dimenticando la meraviglia degli arcobaleni. «Prima era così, ora invece purtroppo è colà (ovviamente ora è peggio, manco a dirlo)». O ancora: «…tutto lo schifo di internet» (buttiamo al cesso tutto un medium?! ma vogliamo scherzare?!). E così le frasi presuntamente «perfette e scioccanti», pronunciate però da chi (C.R.) un computer non sa quasi neppure accenderlo, e non ha mai utilizzato Facebook se non per interposta persona e tramite racconti altrui. Prima di parlare di qualcosa è INDISPENSABILE conoscere bene e a fondo il soggetto di cui si parla. Altrimenti ogni critica radicale rimane solo il segno di una paura intensa del mondo intorno, ignoto, cangiante, che si trasforma. Una delle peggiori forme di conservatorismo reazionario, con cui diventa impossibile dialogare.

  2. La frase che ho trascritto è una pura banalità, l’evidenza dei fatti.
    Ci siamo dentro tutti quanti, e lo sapete bene, altrimenti non vi avrebbe colpito così tanto, o forse offeso (e di questo mi scuso ma penso sia meglio esprimere ciò che si sente).
    A parte il fatto che a dirlo sia stata una persona da cui io stessa sul momento mi sono sentita incompresa… è o no una semplice verità?
    E’ così.
    Se ci si incontra per strada, o anche tra un gruppo di gente con simili interessi, che cos’è che avvicina due persone tra le tante? Gli sguardi, gli atteggiamenti, i gesti, il modo di scrivere o disegnare, il tipo di umorismo, il tono di voce, il carattere…un feeling irrazionale sicuramente. Ma è quello ciò che dovrebbe funzionare.
    Su internet invece la MENTE si arroga il potere assoluto di scegliere con chi interagire (ti dà in un certo senso la falsa sicurezza di “sceglierti gli amici”)…ma in base a cosa? In base a frasi, immagini, hobby, attività comuni. L’interesse si sposta dalla persona al suo contorno; ma… se già nessuno di noi conosce bene se stesso, come si può credere di conoscere qualcuno dall’immagine che lui preferisce di se stesso?!? E’ un doppio filtro che porta inevitabilmente la fantasia (per natura ottimista) a crearsi un’idea propria, per forza fuori dalla realtà.
    [Lo “schifo”, come l’ho chiamato io, era inteso dal punto di vista della crescita e dei rapporti umani, non certo dell’utilità per l’informazione.]
    Se poi si è dotati del CINISMO necessario per guardare questi contatti virtuali con freddezza, allora il problema non si pone.
    Io purtroppo ho da sempre un grande handicap: non sono capace di non coinvolgere i sentimenti, non riesco a non affezionarmi subito alle persone con cui ho un certo dialogo. E viceversa, per esempio, non sono riuscita ad affezionarmi ad una persona con cui il dialogo era esageratamente difficile.
    Gira e rigira, siamo sempre lì: mente VS corpo, ragione VS istinto.

    In fin dei conti era una frase banale, a cui si poteva rispondere “bella
    scoperta!”. Eppure sento sempre il bisogno di ricordarlo a me stessa, e anche agli altri… chissà perché.

    PS: certo che sono convinta che “i tempi di una volta” erano migliori…su questo non desisto. Anzi, non c’è giorno che io non sogni il momento in cui avrò l’indipendenza e i soldi necessari per partire alla volta di Pistoia e raggiungere gli Elfi, e capire di che si tratta realmente…
    In questo momento vedo il mio futuro come un bivio con due frecce: da un lato “Ecovillaggio” e dall’altro “continua”.
    E’ questo che mi dà la carica, che mi carbura di speranza… non azzardatevi a prendermi per pazza! (scherzo, prendetemici pure, tanto so di esserlo e ognuno può vederla come vuole).
    Senza un pizzico di follia non si può vivere serenamente, dato che “nulla ha un senso, ma bisogna fare come se ce l’avesse”…no?? ;-)

    • Il dualismo bianco / nero è duro a morire. Il mondo diviso in rossi e neri, fascisti e comunisti, cose genuine e cose letali, mente e corpo, ragione e istinto (e i sentimenti?), contatti Facebook e contatti reali (non ci sono forse tra i tuoi amici FB anche persone reali?).

      Evvai con il dualismo, allora. Ti consiglio di correre presto dagli Elfi, non c’è ragione di aspettare oltre, se credi in quello che scrivi. A volte penso che non si faccia altro che ripetere ossessivamente le vite dei propri genitori, finché non si acquisisce una consapevolezza dell’unicità della nostra vita. E del fatto che siamo noi a viverla e non loro. Ad esempio è incredibile come tu riesca a provare nostalgia di ciò che non hai vissuto. Il mondo che abbiamo di fronte non è il peggiore dei mondi possibili, è una grande sciocchezza: tutto questo è vita da vivere! Hai mai pensato che dietro la bandiera della dea “Coerenza”, dietro il ritirarsi “à la campagne”, si possa nascondere un pizzico di paura del mondo e del diverso? Paura dell’infinità delle sfumature possibili, delle cose da conoscere, delle variabili immense dell’umanità?

      Tengo ad aggiungere che non mi offende nulla di quello che hai scritto: anzi, Facebook è uno dei giocattoli digitali che non utilizzo, come sai. Quello che mi irrita, e molto – su tutto – è il fatto che si parli di ciò che non si conosce a fondo. Troppa fretta nei giudizi, che sono quasi sempre estremi.

      Un consiglio d’ascolto: “Prima era prima”, di Daniele Silvestri, da “Il Latitante”.

  3. E’ vero, forse sono antica in tante cose… ragiono come certi filosofi antichi, ho un aspetto antico, idealizzo il passato. Sì, probabilmente è così.
    Ma non penso di parlare a vanvera, anzi… Sono cose che sto sperimentando da un po’ e quelle sono le conclusioni a cui sono giunta dopo averne osservato gli effetti (e non poco gravi! anche se non solo negativi…) su di me, sulla società [ah scusa, dimenticavo che quella non esiste :P ] e soprattutto sulle persone a cui voglio bene. E mi dispiace davvero, non sai quanto.
    “Paura del mondo e del diverso”?…anzi, è proprio la passione per l’infinita varietà del mondo che mi fa temere un’eventuale scelta di “chiusura” in un ecovillaggio, sogno che per ora è molto campato in aria, non sapendo bene di che cosa parlo, finché non ne conoscerò con i miei occhi.
    La vita dei genitori… beh, certe esperienze sì, magari gliele invidio, ma la vita tutta no grazie…quella chiusura gliela rinfaccio in continuazione! Manco morta… Per come sono d’umore in questi ultimi anni, preferirei imitare la madre di mia sorella, piuttosto! XD Ma sshh, questo è un segreto! Ovvero lo saprà tutto il mondo tranne loro :P
    Pì, ora che ci penso lei dagli Elfi c’è stata… La interrogherò meglio qualche volta.

    ♫ Però lasciatemi sfogare questa sera ♫… grazie del consiglio :)

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