Pensées 11-01-2018

Chi non vuole dipendere da altri uomini, ma continua a vivere fra gli uomini, finisce per dipendere dalle MACCHINE.
in fondo è questa la sintesi delle mie amare e brontolose considerazioni di sempre.
E su questa base vorrei costruire la mia idea di Libertà… che sia pure un’Utopia, pazienza, ma non si vive senza ideali.
Una vita che dipenda soprattutto dalle PERSONE.
Un lavoro raggiungibile a piedi o in bicicletta, con pochi strumenti, che siano piccoli e leggeri, e NON elettronici… o non siano altro che il proprio corpo e la propria mente.

(Se qualcuno ancora si stupisce del mio rifiuto della carriera geofisica…)

Viva gli insegnanti, viva i contadini, viva gli artisti!

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Pensées 1-01-2018

Vorrei una vita piena di aria, di legno e di carta.
A volte mi brucerei, ma farei un fuoco caldo e una bella luce.
Vorrei scambiare lettere, abbandonare il computer, percepire le distanze per quello che sono, sentire chi è vicino e chi è lontano, con il corpo o con il cuore.
Vorrei imparare a comunicare in tante lingue diverse.
Vorrei continuare a lottare perché non si perda, o si ritrovi, l’affetto e l’unione dei familiari, e di tutte le persone che si vogliono bene.
Qual è, in fondo, la più grande tragedia dell’umanità? Una conseguenza della povertà, delle guerre, delle malattie, dello sfruttamento del lavoro, dell’orgoglio, della competizione… ?
Non potersi abbracciare.

Dicembre

Anche per questo solstizio Babba Natura mi ha portato un sacco pieno di buoni propositi.
Due notti insonni e un giuramento: mai nessuno potrà più toccarmi prima di aver pronunciato due paroline magiche e aver dimostrato il loro valore.
Quanti ideali di libertà scivolati via con le lacrime… sconfitti dalla nostalgia. Santa Nostalgia… ogni fine d’anno festeggio lei, al posto del Santo Natale.
Mi accorgo che ho sempre avuto una visione ciclica della vita… un susseguirsi di stagioni che ritornano, simili tra loro. Film già visti, stessi errori da ripetere per ricominciare il giro di giostra.
Quando smetterò di girare, forse, sarò finalmente atterrata nella vita reale… e sarò diventata grande.

Pensées 4-12-17

Divertire: dal latino divertĕre (volgere altrove, deviare)…
girarsi dall’altra parte, dimenticare per un po’ la reale assurdità del mondo, le cose illogiche, incomprensibili. In questo trovavo la matematica “divertente”.
Le cose davvero interessanti, invece, erano pesanti e noiose… troppe parole contraddittorie, troppa confusa umanità. Continua a leggere

Cit. “L’ultimo anno”, di Gianluca Ricciato

“Ma soprattutto, che il mio ossessionante senso critico sta per liquefarsi nella zona di frontiera. Perché si stanno aprendo i sensi in quest’epoca, nessun odore e nessuna persona e nessuna parola mi passa più indifferente.
Da questo caro mio non potrai scappare, come sei scappato dalle discoteche house della tua terra e dalle insalatone nei pub affogate nella maionese e dai panini addentati dai figliocci incellophanati della borghesia meridiana. Tu e le tue paranoie, tu e il tuo senso critico non potrete più scappare dai vostri sensi.
Cercherete di farlo, ma alla fine dovrete arrendervi.
[…]

Gli anni Novanta non avevano più il problema del rapporto tra politico e privato, perché tanto di privato c’erano solo le nevrosi e di politico c’era rimasto solo il teatrino, i buffoni di corte e di palazzo. Poi il problema ritorna, la storia invece non finisce e il rapporto tra pubblico e privato ritorna non solo come uno dei problemi, ma come la matrice di tutti i problemi, i rompi­menti di coglioni che ci piombano addosso da quando siamo nati, dalle schifezze che ci fanno mangiare alle stronzate che ci inculca­no e se la politica come la intendevano quelli degli anni Settanta è morta sapete che c’è di nuovo? Continua a leggere

Pensées 24-10-17

E’ davvero buffo pensarci, ma le due città universitarie della mia vita corrispondono a due categorie in cui posso suddividere i miei migliori amici: i non fumatori nella prima (Catania) e i fumatori nella seconda (Pisa).
E sono rimasta della prima, nonostante tutto. Nonostante la seconda sembrasse più interessante… Certo, è affascinante farsi del male e confondere la realtà. Ma per fortuna (o purtroppo) ho ancora un’idea molto estrema del concetto di anarchia e di libertà: la non-dipendenza da qualsiasi cosa che non sia amore.

Pensées 22-10-17

Credo che oscillerò tutta la vita tra l’orgoglio/vergogna per la chiara sintesi scientifica e l’invidia/repulsione per i fascinosi contorti fiumi di parole.
Si dice che fisici e filosofi vanno d’accordo, ma comincio a pensare che non appartengo a nessuna delle due categorie. Dovevo trovare un equilibrio tra gli opposti…
Sarebbe stata forse l’arte a salvarmi, la rivincita dei segni sulla parola.
O le lingue straniere… la parola indagata, decifrata, smascherata.